sleepers

spa
C’è il sonno delle tre del pomeriggio, che arriva all’improvviso e mi strizza il cuore e mi spegne lo sguardo, e contro il quale devo fare un corpoacorpo per almeno un’ora.
E un corpoacorpo di un’ora con un coso più forte e più grosso è una roba che sfinirebbe chiunque.

C’è il sonno infingardo delle nove di sera, che mi acchiappa a tradimento le rare volte che vado al cinema, oppure quando mi impongo di non stirare o di non lavorare e mi metto a guardare un film con i kids: lo odio, mi toglie il poco tempo che ho da spendere per fare qualcosa per me.

C’è il sonno boia, quello delle due di notte quando finalmente decido che è ora di andare a letto.
È come un Terminator che mi decapita a metà della frase di un libro che sto leggendo, non è né buono né cattivo, mi stronca e basta, e non dura a lungo.

C’è il sonno leggero delle quattro del mattino, ed è il peggiore di tutti: gioca a nascondino con me, appare e scompare, porta sogni tristi e quando mi sveglio pensieri bui e suona come il violino nel primo movimento del  concerto di Berg dedicato alla figlia di Gropius morta bambina e che fa così:

E poi, finalmente, quando è possibile, arriva lui, il sonno delle otto.

Quando i kids sono andati a scuola con le loro brave merende negli zaini, io posso tornare nel lettone, non importa se per mezz’ora o un’ora e mezza.
Sono fiduciosa (ché tanto lo so, che sta lì dietro l’angolo) e il sonno delle otto, il migliore, il più bello, arriva e mi abbraccia.

È come un vecchio amante che mi conosce palmo a palmo e aspetta il suo turno per non disturbare.
Quando mi sdraio, si sdraia accanto a me e mi fa una carezza che dalla tempia finisce sui fianchi, ma lenta, guardandomi negli occhi e sorridendomi.
Non gli importa se ormai mi si stampa il segno del cuscino sulla guancia, se le borse sotto gli occhi sono diventate bisacce che si ripiegano come omelettes, se ho l’alito fetente, se non mi sono fatta la ceretta, se quando mi giro su un fianco la mia pancia sembra un piccolo cane accucciato contro di me.
E non gli importa nemmeno se, qualche volta, piango.

Non gli importa, lui mi abbraccia e mi porta via e il suo bacio è tenero e profondo, mentre io sprofondo in sogni bellissimi.

Bellissimi.

soundtrack: Listen, Matt Harding

Annunci

3 thoughts on “sleepers

  1. tiptop ha detto:

    il sonno delle 4 del mattino… c’è stato un periodo che lo investivo stirando… lìunico periodo della mia vita in cui ero in pari con lo stiro!

  2. lorypersempre ha detto:

    Vedo che non conosci il sonno a tradimento, quello che ti becca a qualsiasi l’ora sul bus che ti porta a casa e ti folgora sul sedile lercio, tra bagagli e rumeni puzzolenti, con la speranza di non “bucare” la fermata giusta 😉
    Leela

  3. Ada09 ha detto:

    Il tuo sonno è commovente. Anche il brano di violino.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...