le due città (ovvero) selvaggina di passo

rennaCredo che ormai sia piùommeno la numero ventitrè.

Ho anche pensato di smettere, poi ho pensato che non aveva senso, non farla più.

Per apprezzare qualcosa o qualcuno, si vede che c’è bisogno che ti manchi, così quest’anno l’ho rifatta (ebbene sì) la fatidica Cenadinatale.

C’era la ghirlanda di compensato sulla porta, c’era la renna anoressica appesa alla maniglia, c’era l’albero con i lumini, c’era il bollitone misto con le tre salse e c’eravamo noi.

Noi siamo, in fondo, sempre i soliti.
Abbiamo parlato tanto ma avremmo potuto anche stare zitti e solamente guardarci e/o annusarci, e basta.

Perché ha ragione C., che la festa grande, per noi, è già passata ma rimangono altre cose e poi alla fine, quando tutti se ne sono andati, la nostalgia più grossa era per la mia città, con il fiume che ci corre in mezzo e il suo odore.

Perché poi, a ben vedere, non sono altro che un’emigrante per lavoro e anche se qui si sta bene e (grazieaddio) si sgobba mi sento come un uccello migratore che fa tappa in un giardino sconosciuto.

Perché, fosse dipeso da me e proprio fossi stata costretta, avrei scambiato la mia città con una peresempio di mare.
Ma ho imparato che non sempre si può scegliere.

Così non so quando ci torno, anche solo per un giorno, nella mia città (come quando ami qualcuno ma non hai voglia di vederlo perché hai paura che vederlo ti faccia male) però mi manca.

E poi, quando ho chiesto al pellicano se questa casa ispirava a fare all’amore (che è la sua frase in codice che ha benedetto in passato molte delle mie case), beh.

Lui non ha saputo cosa dire.

soundtrack: Senza fine, Gino Paoli

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11 thoughts on “le due città (ovvero) selvaggina di passo

  1. utente anonimo ha detto:

    …e nella tua citta’ c’e’ qualcuno a cui manchi un Po ….. smack 🙂

  2. boccadimiele ha detto:

    ciao, uccellino migratore.
    se non altro, dovunque vai sai che ci siamo noi a seguirti, anche se da lontano.
    calvin

  3. utente anonimo ha detto:

    … sfondi una porta aperta Alghina…
    Comunque, come dice la mi’ mamma, la citta’ il fiume e tutto il resto tan li’ e aspettano, e non ce li ruba nessuno
    🙂
    Alice assai empatizzatrice

  4. utente anonimo ha detto:

    …NB. prima bisogna fissare le viti…eheheheh
    Cmq sia, il tuo nido è un buon nido 🙂
    E la città in fondo non è così lontana.
    Cl

  5. Ada09 ha detto:

    Io sto qui e ti tengo il posto…
    Ciao.

  6. lorypersempre ha detto:

    Io vorrei solo tornare a ivere nella grigia, fredda, prevedibile Bruxelles.
    E non per Gyula, veh.
    Leela

  7. utente anonimo ha detto:

    http://it.youtube.com/watch?v=MRFIePY6LWs&feature=related

    Un meraviglioso regalo… che condivido.. L.

  8. algaspirulina ha detto:

    @ L: eh, il natale è uno dei miei tasti dolenti :-/
    comunque, lo stracotto è sul fuoco 🙂

  9. utente anonimo ha detto:

    Anche io non ne vado matto…
    Ma comunque viene lo stesso…

  10. algaspirulina ha detto:

    sì, e per fortuna poi passa 🙂

    (nel frattempo lo stracotto si è stracotto. l’ho assaggiato: non per tirarmela, ma è la fine del mondo)

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