la febbre (o del ridimensionamento)

Chissà se i gatti hanno la memoria a lungo termine.

Per il bene di Spago, io spero di no.

Nel giro di poco più di un mese la sua vita è cambiata.
Niente più corse sfrenate nel pratone di fronte a casa, a caccia di lucertole e di grilli.
Niente più spericolate passeggiate sui coppi del casolare abbandonato, in compagnia del suo amico Voracebianconero.
Niente più notti brave nel profumo del fieno maggengo sapendo che poi ci saranno lunghe dormite all’ombra dell’ortensia.

Ora Spago ha una doppia finestra lunga fino al pavimento davanti a cui passa le ore, guardando il verde degli alberi e il volo degli uccelli.
Forse, non potrà uscire mai più.
E a pensarci, questo "mai più" mette angoscia e paura.

Eppure non sembra triste: non ha perso l’appetito e la voglia di giocare, continua a piacergli farsi fare i grattini, saltarmi sulle ginocchia mentre sono sul cesso a fare la cacca, dormire con me.

Forse davvero non ricorda. O forse, semplicemente ha preso atto di un nuovo modo di stare al mondo.

Anche per me è così.

Questa è una vita nuova.
Più quadrata e più sicura. Forse più limitata, ma non importa.
Anche se fino all’inizio dell’estate il pensiero di non avere un balcone per le mie piante o un weekend libero ogni tanto mi avrebbe mandata in panico, adesso divido la finestra con Spago e mi va bene così.

Ho regalato le surfinie, il mio meraviglioso gelsomino, l’ortensia bianca, le rose.
Ho fatto di tutte le mie lanterne uno scatolone ben sigillato e l’ho messo in cantina.
Se resistono, coltiverò le piante aromatiche su una mensola in cucina.

E mi sono portata via solo le piante grasse, quelle più resistenti, quelle che assomigliano a me 😉

La febbre del vedere, del provare, dell’uscire a guardare per un po’ l’ho messa da parte.

Magari prima o poi capiterà qualcosa che me la farà tornare.
Magari no.

Nel frattempo ho tante cose da fare (casa, lavoro, kids e basta), sono meno inquieta, né triste né platealmente felice, insomma non so esattamente come sono, ma sto bene.

Forse non ricordo o, forse per la prima volta, mi sto cercando.

soundtrack: 

Annunci

17 thoughts on “la febbre (o del ridimensionamento)

  1. Ada09 ha detto:

    Spero che tu abbia portato con te la rosa, quella che non fioriva mai. Sai, a volte succedono piccoli miracoli.

  2. lorypersempre ha detto:

    Ognuno è figlio delle proprie scelte.
    Che, a loro volta, dipendono dalle necessità e dalle circostanze.
    Have a nice life 😉
    Leela

  3. algaspirulina ha detto:

    ada: no, l’ho lasciata ad un mio amico che fa il botanico e abita in un parco.
    là credo che avrà buone possibilità di fiorire 🙂
    sai, quando si vuol bene bisogna essere capaci (anche) di lasciare.

    leela: grazie, io ce la metterò tutta, perché sia nice 🙂

  4. treeonthehill ha detto:

    Parli di distacchi dolorosi, di una nuova vita che affascina e, insieme, fa paura, come tutti gli inizi: fai come Spago,osserva tutto e asseconda il nuovo corso, stai rinascendo altrove,è una grande opportunità. Ti voglio bene :-))

  5. cilvia ha detto:

    appoggio il commento di anna!!! 🙂

  6. Morganalarossa ha detto:

    Di fronte ai grandi cambiamenti dell’ultimo anno di vita, anche io restavo li’, senza sapere se era un bene o un male. Mi guardavo vivere, a volte. E aspettavo, come si fa con certi film, che proprio non riesci a immaginarne la fine.
    Poi, pensavo che andava bene anche cosi’, perche’ comunque, quella era una strada che – per quanto incerta e piena di sorprese – l’avevo fortemente voluta.
    Fortemente, e con paura…

    Ti penso sempre tanto, sai?
    In bocca al lupo!

  7. utente anonimo ha detto:

    L’ adattarsi è forse la più grande risorsa dell’ essere umano, per fortuna.
    Ciao.

  8. concajoni ha detto:

    Conosco poco i gatti e il loro comportamento. Penso però che potresti portarlo in giro qualche volta al guinzaglio in modo da fargli conoscere il posto e la strada di casa. Certo c’è il rischio che non torni, ma sono convinto che anche lui sarebbe felice di barattare qualche ora di libertà con la sicurezza della ciotola quotidiana e del grattino sulla tazza del cesso, non trovi?

  9. utente anonimo ha detto:

    certo la felicità addavvenì, non basta vivere in un posto felice di nome…però mia cara la considerazione e la stima di te stessa non possono che essere cambiate: sei stata BRAVA, BRAVA,BRAVA! tutto ha funzionato come un orologio, trovato casa, fatto i lavori necessari, traslocato da torino, trasloco a milano, utenze, permessi, scuole dei kids, squadra per la Cami, TUTTO IN UNA SETTIMANA, tutto questo lavorando nel frattempo in ufficio e con un ginocchio sifulo, tutto per conto tuo, insomma SEI FORTE, sei una roccia, sei responsabile ohh! alla facciazza di quelli che dubitano e soprattutto di quelli che si incazzano con te e basta!
    Dai, che da adesso in poi tutto andrà meglio.
    Gazzella

  10. utente anonimo ha detto:

    puoi sempre portar spago al forlanini,
    o simile. milano è una brutta città, in modo definitivo in estate. Spero proprio di non finirci ancora, no proprio non mi andrebbe. era meglio il mare, verso il mare. aer

    p.s. leggi quel “dannato” libro.
    una buona serata

  11. ladygabibbo ha detto:

    spago si sta adattando alla nuova vita e lo fai anche tu…un abbraccio…hai tutta la mia ammirazione…sei davvero forte:-*

  12. lorypersempre ha detto:

    p.s. mi ricorda un po’ il mio addio da Bruxelles, alla fine del 2006.
    Una vita che finiva, un’altra che cominciava.
    Leela

  13. tiptop ha detto:

    Forse… è solo un attimo di quiete, che da un bel pezzo non sai cos’è… in cui i pezzi del puzzle si sono assestati.Ne manca ancora qualcuno.

  14. cilvia ha detto:

    appoggio la gazz!! :))

  15. utente anonimo ha detto:

    si signora Alga legga il “dannato” libro che ti dice aeroporto. credo trattasi o di mitobiografia o di manganelli o di qualche libro su Kandinsky. le dovrebbe avere anche consigliato sia Andrei Tarkowski Arseni Tarkowski, il padre poeta.
    e poi Silentium! se non lo ha ancora fatto, lo farà. come fece con me.
    a me lo consigliò tutto questo ben di dio per due anni e mi pentii poi di non averlo letto visto e ascoltato. prima.
    aeroporto è un uomo meraviglioso e sa fare nodi fantastici con le cime.
    riesce a mantenere sempre la rotta.
    anche in città.
    buon vento.
    s.p.q.r.

  16. maddyaff ha detto:

    forse il tuo micio ha pensato che è molto meglio stare insieme a te,guardando fuori dalla finestra, e non senza di te, ma libero. 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...