caos calmo (stavolta, purtroppo, al cinema)

Lo sapevo, che non ci dovevo andare.
But, curiosity killed the cat (i brit dicono così, giusto?).

Avrei potuto vedere Lumet, e invece mi sono lasciata tentare.

Erano secoli che un film non mi dava così fastidio.
Anzi, dirò di più: che non mi faceva così incazzare.

All’inizio mi sono un po’ commossa.
Forse dipendeva dalla mia storia personale, oppure dal tasso alcolico dell’aperitivo appena ingurgitato.
Alla fine del film ho pensato che dipendeva dalla seconda che ho detto.

Dunque, parliamoci chiaro.
Questo dovrebbe essere una specie di film-verità sul dolore da lutto?
No, spiegatemelo, perché io non ho letto il romanzo di Veronesi, non guardo la tv e non so bene cosa ne abbiano detto il regista e il protagonista.

Però posso dire cosa ho pensato io, un po’ alla rinfusa (ché c’ho ancora il grrrrrrrrr nel sangue, e ci vorrà tutta la notte per calmarmi).

Il film è maschilista e classista.
Maschilista (o se voi maschi preferite, sessista): le donne ci fanno una figura un po’ così.
Le mammette che prendono il caffè dopo aver accompagnato i figli a scuola (ma Nanni, non sapevi che funziona così? cos’è quello sguardo sgranato?), la Ferrari goffa anzichenò in quella scena di sesso, la Golino (per me l’unico personaggio simpatico in tutta questa storiaccia) che ci fa la figura della deficiente mentre invece dice le uniche cose sensate, tipo che la moglie del protagonista si sentiva sola come un cane, la psicologa che spara quella sequela di cazzate (che poi magari non sono tali, mah).
L’unica che si salva, indovinate chi è?
La bella bionda padrona del sanbernardo  e che alla fine del film abbraccia il Moretti, meritevole di averle bloccato il cane fuggiasco, promettendogli con un flapflap di ciglia chissà quali delizie future.
Ovviamente lui ha quarantotto anni, lei circa venticinque: con lei l’amore romantico ci sta, vero (ooops, mi sono distratta, questa è la seconda cosa reale del film)?

Classista: secondo voi, a un operaio dell’Ilva che si fosse piazzato per tre mesi su una panchina davanti alla scuola della figlia invece di andare a lavorare, glie l’avrebbero offerta, la presidenza della compagnia?
Dico, non l’avrebbero licenziato, per caso? Figuriamoci.

E poi, la famosa, pompata, celebrata, incriminata scena di sesso.
Anale?
Ma l’ha detto il regista che è anale?
L’ha detto lo scrittore?
A me è sembrata una banalissima pecorina, se lei strillava era perché lui nel frattempo (per fare l’homo eroticus) la stava scotennando.
E l’unica cosa che ho trovato scandalosa è stata la recitazione del Nanni (e speriamo che sia solo recitazione, ché se lo facesse sul serio così, manco su un’isola deserta) e la totale, intenzionale mancanza di qualsiasi forma di tenerezza e di desiderio, diciamo, a livello umano (quindi, Moretti, basta con le scene sexi: ti abbiamo già dovuto sopportare ne La stanza del figlio, ma almeno durava solo trentasecondi).

È quasi tutto finto, in questo film.
Finta la finta compostezza nel dolore.
Finto il finto senso di colpa per il "non soffrire abbastanza".
Finto il discorso finale della figlia (ma porcapupazza, quale bambino delle elementari si esprime così?).
Fintissimo perfino Polansky, chissà quanti soldi gli avran dato, per recitare (si fa per dire) quei cinque minuti.

Caos calmo è una presa per il culo.

Sono così incazzata che, da brava autolesionista, quando sono tornata a casa mi sono punita (così imparo, la prossima volta ci sto più attenta, a sprecare una serata libera).
Con una zuppa di noodles al curry precotta.

Del discount.

soundtrack: Shame, Ivan Graziani

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18 thoughts on “caos calmo (stavolta, purtroppo, al cinema)

  1. lorypersempre ha detto:

    Mah, ho letto il libro: qualche considerazione interessante trapiantata su una trama inverosimile. Si, lo dice chiaramente lo scrittore, che si tratta di un’inkul@ta.
    Quanto al film, non lo andrò a vedere di sicuro: Moretti è così saccente ed antipatico da mettermi a disagio.
    Leela

    p.s. però, ci hai le serate libere! Beatattè, a me tocca aspettare le missioni all’estero, per averne

  2. utente anonimo ha detto:

    mah, non sono d’accordo su quasi nulla di quello che dici. il sessismo e il classismo in questo film non esistono: non sono nel tema che si vuole trattare, non sono nella storia.
    ma soprattutto non è proprio vero che quel dolore composto è finto. certo, se ti sembra finto quello capisco l’incazzatura. ma questo film va controcorrente, ed è realista, proprio nella rappresentazione del dolore. che non è vissuto da tutti allo stesso modo.

  3. Ada09 ha detto:

    Io ieri sera te l’avevo detto che Moretti proprio non mi va giù. Ma è giusto così, anch’io avrei soddisfatto la curiosità. D’altra parte come si fa a dire -non mi piace- se non si prova. Quello che non ho mai capito è perchè si ostina a voler recitare, quando è proprio incapace? Narcisismo esasperato? Motivazioni troppo sottili per noi umani? Ignoranza totale sulla recitazione in genere? Buh!

  4. algaspirulina ha detto:

    u.a.: 1) chissenefrega se non sono nella storia, chissenefrega se non sono nel tema che si vuole trattare, ho premesso chiaramente che avrei parlato “secondo me”.
    il classismo e il sessismo io ce li ho trovati, nel film e ho spiegato il perché.
    2) sì, ripeto, mi sembrava finto. anche nella stanza del figlio c’era dolore, ma era tutt’altra cosa.
    e ce lo so, non credere, che non è vissuto da tutti allo stesso modo, non ho bisogno che me lo venga a spiegare tu.

  5. algaspirulina ha detto:

    leela: sono le due sere libere delle “vacanze” di pasqua. i kids sono col padre.
    [non credo che faresti volentieri cambio con me ;-)]

  6. utente anonimo ha detto:

    boh, non capisco. tu vedi classismo e sessismo in alcune scelte, ma mi sembra esagerato e ingeneroso. d’accordo, un operaio dell’ilva non se lo può permettere. e allora? non si può raccontare la storia di uno che se lo può permettere? e comunque tutta la situazione del giardinetto davanti alla scuola è volutamente surreale, chiaro che non succede. ma anche ammettendo che succeda (e quindi omettendo il fattore che spiega e inquadra correttamente tutto quello che gli accade lì) quei particolari che trovi irritanti hanno, mi sembra, altri significati nell’intenzione di chi racconta la storia, sia il regista, lo scrittore o tutti e due. il moretti si trova in mezzo alle mamme che parlano dei loro problemi quotidiani. perché ci leggi un giudizio negativo sulle mamme e non il semplice essere fuori luogo di moretti? la ragazza ammicca alla fine del film. ma è solo un particolare (ironico, peraltro) che completa il rovesciamento della situazione: all’inizio è un estraneo totale, un tipo strano che non si sa che cavolo fa lì, alla fine tutto gira intorno a lui.
    non capisco come quel film possa provocare questi grrrr 🙂 al limite indifferenza, come la stanza del figlio, che mi ha lasciato quasi indifferente.
    neanch’io ho letto il libro, e non ho sentito né moretti né il regista parlare del film alla televisione o alla radio. avevo solo letto come tutti le polemiche inutili sulla scena di sesso. e tralasciando quella scena, che è una parentesi, la recitazione di moretti è buona (come quella degli altri attori). è quantomeno nei suoi standard.

  7. algaspirulina ha detto:

    come, non capisci?
    a te ha lasciato quasi indifferente la stanza del figlio, a me mi ha sconquassata.
    questo film mi fa venire il grrrrrrr, a te è piaciuto.

    e allora?
    lo stai dicendo da solo, siamo tutti diversi, abbiamo reazioni diverse.
    va bene così.

  8. cilvia ha detto:

    io per principio non lo vado a vedere, primo perchè non mi piace quel “piacione” di veronesi, che fa il figo, secondo, perchè in effetti moretti diretto da altri non mi piace, terzo perchè so cosa vuol dire somatizzare un dolore forte, anche due, e non mi interessa la loro versione!!! già nella stanza del figlio non mi ci ero ritrovata!!! cmq de gustibus…

  9. utente anonimo ha detto:

    va benissimo così 🙂

  10. utente anonimo ha detto:

    ho velocemente letto il libro di veronesi che mi è piaciuto abbastanza anche se è irritante leggere un libro trovandomi a sovrapporre delle facce di attori a quelle dei personaggi del libro.
    poi ho visto il film che mi ha un po deluso: la regia è banale e riduttiva, manca proprio il senso di colpa nel non provare dolore, il personaggio di moretti manca di spessore. però moretti è bravo, l’ho trovato anche sexy, la fin troppo nota scena di sesso è una normale scena di sesso, niente di che ma anche nel libro era bruttarella, la golino mi sta antipatica come sempre, bravo gassman, brava la bambina. in conclusione moooolto meglio il libro del film.
    gazzella

  11. utente anonimo ha detto:

    mi sono dimenticata di dirti che invece il film di Lumet “Onora il padre e la madre” è un gran bel film con una grandissima regia e strepitosi attori.
    gazz

  12. algaspirulina ha detto:

    ecco, potevo veramente andare a vedere lumet.
    ho proprio toppato, cavolo.
    :-/

  13. lorypersempre ha detto:

    Quanto al cambio, beh, non saprei.
    Anche qui non son tutte rose e fiori :-/
    Leela

  14. utente anonimo ha detto:

    non so se la regia di caos calmo sia riduttiva rispetto al libro, visto che non ho letto il libro. ma non direi che manca il senso di colpa.
    su lumet sono d’accordo, l’ho visto domenica. e lì chi vuole farsi un’abbuffata di sensi di colpa è accontentato 😉

  15. algaspirulina ha detto:

    ahahaha.
    molto spiritoso.
    ci vado per vedere un bel film, di sensi di colpa ne ho già in sovrabbondanza per conto mio.
    🙂

  16. utente anonimo ha detto:

    Io non ho visto il film ma ho letto il libro e devo dire che ho trovato tutte le osservazioni negative che fai al film:è sessista ! è classista! la figura più umana è proprio la cognata, ecc. ecc.
    a questo punto il film non lo vado proprio a vedere, mi è bastato il libro…….
    Anna

  17. algaspirulina ha detto:

    beh, mi fa piacere che qualcuno abbia visto le stesse cose che ho visto io.
    non perché la voglia vinta a tutti i costi, piuttosto perché se qualcuno mi dice che quello che vedo *non c’è*, dopo un po’ mi sembra di essere delirante.

  18. elsecretario71 ha detto:

    che fosse solo una presa per il culo l’aveva già detto don anselmi il quale, in quanto prete, la sa di certo molto lunga in materia…è al suo occhio critico che si deve l’unica corretta esegesi della scena famosa…vabbè, dai !

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