tutto può succedere

Voi non avete idea di in quanticazzidipezzi possa esplodere un cazzodimugdivetromarcabodum che si precipita dal pensile della cucina alle tredinotte.

Soprattutto quando, la mattina dopo, te tocca svegliarti alle sette (e quelle fino a trentanni lo possono fare, io no, ché dopo sembro drogata e giurassica).

I pezzi sono innumerevoli, sparati per tutta la cucina (all around the kitchen) e quando li raccogli (dicendo porcaputtanazoccolavaffanculoporcapaletta tepossinomavaccagaremorissidomani mentalmente) con pazienza certosina, ti accorgi che son pure taglientissimi.

Si vede che se le paghi un sacco, stecazzodimugbodum, un motivo ci sarà.

soundtrack: Pezzi di vetro, Francesco De Gregori

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le particelle elementari

L’oroscopo erotico di Radiocapital dà la Bilancia in poleposition, questo weekend.
Stasera vado a teatro e domani c’è il Barcamp.
Ho una finanziera in programma.

Son piccole cose, ma aiutano a riemergere dalla fossa.

E se me lo intima anche Nick Cave, vorrà dire che farò l’ennesimo sforzo, dai.

soundtrack:

freaks 2

Il nano rivierasco strabico e stronzo di cui è cotta la Cami le ha comunicato telefonicamente (naturalmente via sms, a voce ci va troppo coraggio) che si è messo con un’altra perché lei è troppo alta, e ha due anni meno di lui.

Effettivamente, son due ottime ragioni che fanno onore al suo quoziente intellettivo circatrenta.

La disperazione (anche se momentanea) delle figlie (anche se adolescenti) fa sempre girare i coglioni, ma ho cercato di andarci leggera.

Ho portato la Cami davanti allo specchio del bagno per farle vedere quanto è carina e le ho detto le solite cose, tipo che lui è un cretino.

Però, intanto, pensavo che:
1. il mondo è ingiusto
2. se, la prossima volta che andiamo al mare, il cretino si ripresenta col solito fascio di guide telefoniche sotto il braccio che gli servono per montarci sopra quando la vuole baciare (e la vuole baciare, eccome) gli faccio rientrare lo strabismo divergente a suon di sberle.

Giuro.

soundtrack: If you tollerate this, Manic Street Preachers

un uomo, una donna

Ragazzi, tenetevi forte.
Grande (si fa per dire) rivelazione.
Altro che l’autodiagnosi di Ferrara.

Mi sono fatta il SEX I.D. ed è venuto fuori che sono praticamente un uomo.

Non sono per niente contenta.

A parte la sezione Faces, dalla quale, dopo aver rimirato per un tempo indefinito foto di tipi che mi facevano cacarissimo, è emerso che preferisco i volti mascolini.

Che significa?
Sono (ancora) in minima parte femmina, oppure sono un maschio gay?

soundtrack: I am what I am, Gloria Gaynor

la dattilografa

Pietro vuol scrivere un romanzo.

Per sottrarmi ad ore di schiavitù come dattilografa al computer, gli ho ordinato una favolosa Olivetti elettronica anniottanta su Ebay.
È arrivata oggi pomeriggio.
Veramente stratosferica, quasi quasi glie la invidio.
Tipo un pc, ma fa rumore.

Così, ora, sento dalla sua stanza quel ratttatatac che mi fa pensare a mio padre, e alla sua sala stampa.

Se ascolto bene, sono di nuovo bambina.

Et voilá.

soundtrack: Scrivi il tuo nome, Lucio Battisti

l'insostenibile leggerezza dell'essere

risoÈ andata.
E pure bene.
Nel senso che ho avuto dei buoni feedbacks.

Bilancio dei vivi e dei morti (altrimenti, che battaglia è?): un dito affettato e la grande soddisfazione di aver domato una tortadirisogenovese per cinquanta persone, anche se era una prima assoluta.

Solo che, oggi, mi sento strana.
Cioè, ho voglia di piangere.
O meglio, non farei che piangere.

E non so perché.

soundtrack: Centro di gravità permanente, Franco Battiato