la grande fuga

Mio padre, che era giornalista, diceva sempre che le riviste "femminili" sono quelle fatte meglio.
Secondo me aveva ragione.
Non tutte, d’accordo, ma almeno un paio di queste ecco, fino a circa un anno fa le adoravo, non me ne perdevo un numero.
Erano, come dire, la mia finestra sul mondo.
Un modo per vedere e conoscere cose che, altrimenti, dalla mia location semiisolata mi sarebbero sfuggite.

Poi qualcosa è cambiato.
Ho continuato a comprarle ma non le leggevo più.
Non so perché.
Forse sono stati i casini degli ultimi tempi, forse le preoccupazioni, forse la stanchezza e l’esasperazione.
Forse la depressione che avanza 😉

Ne ho fatto una pila di circa ottantacentimetri (che tutt’ora troneggia in soggiorno), l’ho guardata e ho smesso di comprarle.
Fino a stamattina.

Stamattina, appunto, c’era il sole e un buon odore di primavera.
Può darsi che mi sentissi un po’ pimpante e così, entrata in edicola per comprare i biglietti del bus per la Cami che domani va in gita scolastica, mi è cascato l’occhio su questa (la mia preferita in assoluto) e mi son detta: perché no?

Eppure, sfogliandola stasera, non mi ci sono più ritrovata.
Mi sembrava tutto strano, senza significato.
Non c’era nulla che attirasse la mia attenzione.
Tutti quei magnifici servizi di moda, le rubriche di attualità, gli articoli di costume così ben impaginati.
Roba per cui andavo matta.
Niente.
Boh, ho pensato, forse sono solo un po’ giù, forse è solo un momento, prima o poi mi ripiglio.

Poi sono arrivata a pagina ottanta: BLOGNOTES tendenze, uomini, beauty, moda, sesso e party. Riflessioni e commenti dal mondo dei blog di Elle.it

Ho letto di corsa e poi sono andata qui.

Ho riletto con più calma, soprattutto i commenti.
Ne ho lasciato uno anch’io, un paio d’ore fa.
Non è stato ancora pubblicato.

Diceva più o meno così.

È vero, mancano, nella storia, un sacco di particolari. Forse davvero loro due si sono detti cose che non sappiamo.
Però credo che se una donna (tanto più se innamorata) vuole tenere il suo bambino (anche se l’ha fatto con uno che non la ama), ne abbia il sacrosanto diritto, anche se il suo partner non è d’accordo.
Suppongo che, soprattutto se ha un lavoro, sarà in grado di mantenerlo.
Ho tirato su due figli praticamente da sola (non per scelta) e so che si può fare 🙂
Vorrà dire che sarà una decisione solo sua.
Io penso che la possibilità di abortire sia un diritto, non un dovere.
Tantomeno un tributo da pagare a qualcuno che "non si sente pronto".
E, anche se questo scandalizzerà la maggior parte delle donne (ben poco solidali con la protagonista, devo dire) che hanno commentato (nessun commento maschile, che strano), vorrei aggiungere che per me un bambino è tale fin dal momento del concepimento.
Rinunciarvi, per un motivo o per l’altro, è sempre doloroso.

Non so, forse in questi mesi mi è successo qualcosa.
Magari sono definitivamente flippata.

Ma se queste qui rappresentano la media delle lettrici di Elle, io sono definitivamente tagliata fuori.
Per carità, il giornale, lui, è fantastico, come sempre.

Solo che io ormai non c’entro più.  Per niente.

soundtrack: Felona e Sorona, Le Orme

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10 thoughts on “la grande fuga

  1. treeonthehill ha detto:

    Le donne difficilmente sono solidali tra loro, almeno per mia esperienza.Comunque trovo legittimo che una donna sola possa scegliere di avere un bambino, è una libera scelta, va rispettata, come quella di abortire nel caso non si possa tenere il bambino.Penso che bisognerebbe smettere di sproloquiare sull’argomento e ricordarsi sempre che l’aborto è un’esperienza devastante e dolorosissima, personale, intima, e smetterei anche di dare giudizi morali su una scelta che, spesso, scelta non è.E concordo con te, il bambino è già persona sin dal concepimento, e questo rende il tutto ancora più difficile.

  2. lorypersempre ha detto:

    Maddechè. Quel tizio è ignobile. E’ solo preoccupato perchè gli si è rotto il giocattolo.
    Ad ogni modo ho rpovato a scrivere un commento, il seguente:

    “BEN GLI STA – A lui, ovviamente: che, “poverino”, voglia di impegnarsi non ne aveva proprio. Di che si sta a preoccupare, poi? Il suo ruolo è finito. Se il figlio lo vuole anche lui, che resti con lei; se non lo vuole che si cerchi un nuovo passatempo. Ad ogni modo auguroni all’intraprendente e coraggiosa neomamma, che ha scelto di crescere un figlio da sola e contro tutto e tutti. Patrizia”

    Vediamo se lo pubblicheranno. Ma non credo.
    Leela

  3. cilvia ha detto:

    ne ho lasciato uno anch’io!! vediamo se lo pubblicano, io non l’ho visto!!!

  4. gattobiso ha detto:

    ( come ho già detto altrove, guardo con disgusto ad ogni parola detta da maschio – chiunque sia,dal papa in giù- su tale argomento.la donna ha la prerogativa di generare vita al mondo ed è sua-sempre-la parola ultima sulla scelta da farsi.l’uomo deve ingegnarsi ad assecondarla, se l’amore e la dignità gli fan bastare il coraggio- chè , a volte, ce ne va tanto )
    riguardo a Te:non so quali siano i tuoi parametri, di cosa tu ami far parte, da che ti brucia di essere esclusa. so che il soundtrack che posti ti iscrive al volo tra le persone degne di stare nel mondo che mi è caro : detto da un cinquantenne un po’ bollito, vedi tu se consolarti o attaccarti alla canna…;-)))
    g.

  5. utente anonimo ha detto:

    ora il tuo commento è pubblicato, e anche quello di silvia. probabilmente erano solo in coda di moderazione.

  6. utente anonimo ha detto:

    io penso decisamente che una donna ha il diritto di scegliere se accogliere o meno la vita che porta in grembo. Io penso che decidere della vita è una cosa, decidere della morte è un’altra. Mi spiego. Se nell’analoga situazione un padre avesse voluto TENERE un bambino e una donna avesse voluto abortire, forse ci sarebbe stato più da discutere, anche se probabilmente avrebbe prevalso la decisione della donna, ma in questo caso non penso che un uomo possa decidere. Un uomo qualunque poi.
    Lui potrà sempre scegliere di non riconoscere il bimbo, la scelta di allevarlo e crescerlo è solo della donna. Puntare il dito, soprattutto da parte di un’altra donna, è stupido. Penso che in certi casi bisogna cercare di capire

  7. utente anonimo ha detto:

    Sono con te.
    paola

  8. nonnacarina ha detto:

    Sono d’accordo in tutto , è la madre che deve decidere etc. etc, però a mio avviso – in questo caso – lei quel figlio lo ha “scippato” e non mi sembra giusto nei confronti del bambino.
    Una mia amica – purtoppo ora è morta – voleva un secondo figlio e l’ha avuto con un espediente simile e contro il parere del marito. I primi mesi di gravidanza sono stati molto conflittuali, poi il bimbo è nato – un maschio, avevano già una femmina – e il padre si era abituato all’idea.
    Ma quel bambino, ora è quasi un uomo, ha sempre fin dai primi mesi “rifiutato” suo padre (a sei mesi girava il faccino se il padre lo prendeva in braccio) e vabbe’ poi tutto il resto ma la famiglia non è più stata serena, unita.
    La ragazza sedicenne se n’è andata di casa, il ragazzo ora vive con i nonni e continua a rifiutare suo padre…
    Se quella signora aveva voglia di un figlio, e il compagno no, doveva lasciarlo e cercarsi un altro. Io almeno la penso così.

  9. utente anonimo ha detto:

    posso baciarti forte forte?
    così, solo perché passavo di qua?

    calvin

  10. utente anonimo ha detto:

    “Giri” in giapponse significa peso, obbligazione, senso del dovere. Ma se non lo senti, per i giapponesi, questo non esiste. Quindi sei libero di non corrispondere.
    La nostra capacità di rispettare le altrui scelte indica il limite del nostro essere in quanto tale e purtroppo nessuno può darci la certezza che ciò che facciamo sia la cosa giusta.

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