la disubbidienza

Driiin, driiin.

Pronto.

Ciao, sono T.

Ah, ciao, come va?

Mah, sono distrutta.
Non ho fatto un giorno di riposo, ho lavorato a Natale e a Capodanno, e avevo pure la febbre…

Beh, ma non potevi metterti in mutua?

Vuoi scherzare?
In struttura siamo sottodimensionati, c’è un sacco da fare. Lavoro come una schiava e in più il colleghi più "vecchi" mi trattano a pesci in faccia.
Certe volte è veramente umiliante, e pensare che credevo che per occuparsi di anziani si dovesse essere più sensibili della media.
Invece no, vedessi che tronchi c’ho intorno…
E come trattano ‘sti poveri vecchietti, dovresti vedere: tipo ah, si è ancora cacato addosso, ma non si vergogna?

Conosco, conosco.
Purtroppo.

E poi, da parte loro, anche gli anziani non scherzano mica, sai?
Con la scusa che pagano, e anche profumatamente, pretendono che tu ti comporti come una specie di schiavetta…

Almeno ce l’hai un contratto serio?

Macché. Me lo rinnovano di tre mesi in tre mesi.
Un’agonia, sapessi…

E quanto ti pagano?

Sei euro e cinquanta puliti all’ora… ma forse verso maggio scatta un aumento, dovremmo arrivare a seienovanta/sette.
Speriamo, solo di benzina mi partono otto euro tutti i giorni.
Sai che ti dico? Non ne posso più, volevo licenziarmi ma mi hanno fatto un sacco di storie, mi hanno pure minacciata di sputtanarmi, piuttosto preferiscono che mi prenda due mesi di aspettativa.
È che non riescono a trovare nessuno che abbia voglia di venire a lavorare qui, a parte qualche disperata.
Comunque, dalla settimana prossima sparisco per un po’.
Senti, ma tu che sei "traballante", perché non vieni a lavorare qui?
Con la tua esperienza ti prenderebbero al volo.
Non sanno dove sbattere la testa.

Ah. Ci penso e poi ti dico.

Vabbè, ciao.

Ciao.

Click.

Posso dirlo?
Sono disgustata.
E incazzata.

Com’è possibile che, in un paese considerato "civile", l’assistenza funzioni in questo modo?
Com’è possibile che mansioni di così grande fatica e di così grande responsabilità vengano retribuite in maniera così miserevole?
Questo non può e non dev’essere un lavoro come un altro.
Ci sono professioni che ti "scavano", eppure, nella maggior parte dei casi, non esiste nemmeno uno straccio di supervisione per poter scaricare almeno un po’ della sofferenza che assorbisci tutti i giorni.
Ma come diavolo fa un operatore stressato e malpagato a mantenere, sulla lunghezza, un rapporto sereno con le persone di cui deve prendersi cura?
Ovviamente, la stessa questione vale per gli assititi che, il più delle volte, si trovano ad aver a che fare con persone più disperate di loro.

No.
Per quel che mi riguarda, preferisco mille volte vivere di stenti e/o di espedienti.
Preferisco mille volte aspettare che i kids crescano e se ne vadano per i fatti loro.

E poi, magari, andare a lavorare in un altro paese.
Magari in zona di guerra.

Gratis.

soundtrack:  Nina ti te ricordi, Gualtiero Bertelli

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7 thoughts on “la disubbidienza

  1. utente anonimo ha detto:

    che tristezza.
    una cosa non ho mai capito. il valore di mercato di un servizio, normalmente, influisce sul costo del servizio anche quando è erogato o appaltato dal pubblico. ma per i servizi sociali sembra che non valga. se devo pagare privatamente assistenza qualificata devo pagare parecchio. ma quando un comune va a comprare o ad appaltare le stesse prestazioni professionali, le paga una miseria. se invece il comune deve trovare la consulenza, che so, di un avvocato o di un architetto la paga profumatamente, a volte anche ben oltre il valore di mercato.

  2. algaspirulina ha detto:

    però mi risulta che il comune paghi piuttosto bene le cooperative (o chi per esse) alle quali dà in appalto i vari servizi socioassistenziali e se qualcuno ha bisogno di essere ricoverato in una struttura privata (o anche no) paga profumatamente.

    com’è che gli operatori continuano a guadagnare così poco?
    eppure, sono tra quelli che sgobbano di più…

  3. cilvia ha detto:

    si chiama : sfruttamento!!! 😦

  4. utente anonimo ha detto:

    immagino che ci siano situazioni diverse da comune a comune, ma se devo pensare alle sole situazioni che conosco direi che le cooperative non sono pagate profumatamente e devono lottare continuamente per la sopravvivenza. il costo di coordinamento naturalmente è un costo in più, ma non è sproporzionato rispetto al costo degli operatori.

  5. lorypersempre ha detto:

    Si chiama anche massimizzazione del profitto (ovvero, sempre sfruttamento).
    Leela

  6. ladygabibbo ha detto:

    che vergogna,indegna di un paese civile davvero

  7. missT ha detto:

    che dire…è così e credo che andrà sempre peggio e tu fai bene. Tieni botta!

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