lacrime d'amore

rotolinoMentre facevo i rotolini vitaminici con le verdure bio (tanto nessuno se li inculerà, ma io ci provo sempre) per l’aperitivo, ho occhieggiato un’intervista a Bernardo Bertolucci su Sky.

E dopo un po’ mi son commossa: vabbè, qualche lacrimuccia sarà finita nel caprino fresco.

Era una specie di documentario in occasione della consegna del Leone d’Oro alla carriera, con un sacco di spezzoni di suoi film, e scene riprese dai set.

Io guardavo, a intervalli, tra sfornamenti di croissants salati e scolamenti di patate per fare l’insalata.
Guardavo, e mi frullava qualcosa nella pancia e mi pizzicava il naso e mi prillava tutto il corpo.
Insomma, mi sentivo felice.

Perché troppe volte la rottura di maroni delle vicende di tutti i giorni mi fa dimenticare le mie vere passioni.
E il cinema, per me, è proprio amore.
Anzi, ammmore.

Al punto che  vorrei essere come la protagonista di The Dreamerssono nata sugli Champs Elysées nel millenovecentocinquantanove e le mie parole sono state «New York Herald Tribuneeeeeee! New York Herald Tribuneeeeeee!»
E mi viene un fremito, a sentire che Bertolucci decise di fare il regista dopo aver visto, infatti, A bout de souffle, caso strano il mio film preferito assieme a I 400 colpi.
Cavolo, come faccio a non piangere quando parla di Truffaut che rispose a un giornalista che gli chiedeva cos’aveva unito tutti i registi della Nouvelle Vague con giocavamo tutti a flipper?
Oppure riguardo ad Ultimo Tango a Parigi: credevo di fare un film su un signore triste di mezza età e invece scoprii che Marlon Brando non era altro che il massimo oggetto del desiderio di tutti, uomini e donne.
Aveva cinquant’anni, io trentuno. Mi travolse.

Io spero proprio di avere un weekend libero, durante il Turin Film Festival.
Per potermi comprare un pass e seppellirmi per tre giorni nel buio come facevo ai tempi dell’università, con quello schermo che si muove e ti risucchia e quel suono meraviglioso del proiettore che ti canta nelle orecchie.

Perché, anche se troppo spesso me ne scordo, questo amore ce l’ho sotto la pelle, e non ne ho mai abbastanza.
Come in quella scena de Il Conformista, quando Dominique Sanda e Stefania Sandrelli ballano il tango e Trintignant grida ma le faccia smettere!

E Tarascio (era lui, no?) risponde: Perché? Sono così belle…

soundtrack: Que reste-t-il de nos amours? Charles Trenet

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8 thoughts on “lacrime d'amore

  1. lamokadauno ha detto:

    sarà che io in fondo sono un’entusiasta, ma il tuo blog è meraviglioso.

  2. algaspirulina ha detto:

    beh, detto da uno che scrive come te, è più di un complimento 🙂
    arrossisco?

  3. lamokadauno ha detto:

    a costo di rischiare di fare crescere un alberello con ramoscelli fioriti sul tuo blog dico un’ultima cosa. La tua maniera di narrare è esattamente quello che io vorrei essere scrivendo. Arrossire, comunque, è una bella sensasione, se di fronte non hai uno stronzo e riesci restare quel 30 secondi nell’imbarazzo. Quindi se vuoi…. ma solo perchè è bello, non certo per me. E comunque anche io ti ho messa subito tra i miei link.

  4. lorypersempre ha detto:

    Che strana cosa, l’amore. A qualcuno lo porta al cinema, ad altri sugli alberi, ad altri ancora fa collezionare cornamuse scozzesi o nocciole di olive greche 😉
    Leela

  5. cybbolo ha detto:

    sì, era Tarascio, Enzo…

  6. utente anonimo ha detto:

    Ciao, chissà se a te può piacere il nostro blog…

  7. ladygabibbo ha detto:

    ma sei carina con le guance rosse:)

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