twins

Stamattina presto ho fatto un sogno.

Sono in una città sconosciuta, sto andando in bicicletta su un lungomare deserto.
A un certo punto, incrocio un gruppetto di persone che camminano in direzione opposta.
Tra queste persone, noto un viso: è la mia compagna di scuola F.
Sono trent’anni che non la vedo, ma me la ricordo molto bene: piccolina, con i ricci e la pelle scura.
Io continuo a pedalare ma intanto mi domando perché non mi sono fermata, perché voglio perdere quest’occasione di vederla e parlarle, di farmi dire cos’ha fatto in tutto questo tempo.
Così, giro la bicicletta e pedalando più veloce che posso, torno sui miei passi.
Quando la raggiungo e la chiamo, lei fa finta di non riconoscermi.
Però mi guarda e sorride.
Ci sono anche i suoi genitori, e le sue sorelline gemelle, molto più piccole di lei.
È un tardo pomeriggio d’estate, c’è una luce bellissima.
F. mi dice indovina chi sono?
Sei la mia compagna di banco del liceo.
Giusto!
E loro, chi sono?
Le tue sorelle minori. Sono gemelle e si chiamano G. e L.
Ma brava! E io come mi chiamo di nome?
F., no?
Indovinato! E di cognome?
V.
Proprio così! Sai, è tanto tempo che non ci vediamo, ti vengo a trovare presto!
E mi abbraccia.

Fine del sogno.
Nel dormiveglia ho pensato che dovrei telefonarle.
E subito dopo che so benissimo che F. era la più brava della classe, era una peste e una ribelle, ma riusciva bene in tutto.
Era nata gemella, ma l’altra era morta durante il parto, e tante volte mi aveva raccontato di come si sentisse in qualche modo colpevole, di quella cosa lì.
I suoi genitori lavoravano come matti, non potevano seguirla, ma lei era in gamba di suo.
Dopo la scuola ogni tanto andavo a studiare da lei, la casa era sempre vuota fino a tardi, per merenda mangiavamo delle mezze biove spalmate di nutella.
Prima di Natale, era l’anno della maturità, un sabato sera doveva uscire con il suo ragazzo e si è infilata sotto la doccia.
Era sola in casa.
Lo scaldabagno a gas era rotto, e lei non se ne è accorta.
Il suo ragazzo, due ore più tardi, ha dovuto chiamare i pompieri per sfondare la porta d’ingresso.

Lunedì mattina, invece di andare a scuola, siamo andate tutte insieme a trovarla.
Era nei sotterranei dell’ospedale più grande della città, su un tavolo d’acciaio, col suo accappatoio bianco.
Non era pallida, aveva un livido sulla fronte, sembrava che dormisse.
Era la prima volta che vedevo una persona morta.

Dopo qualche anno i suoi genitori hanno adottato due gemelli di pochi mesi.
Erano un maschio e una femmina, però.

soundtrack: Cosa sarà, Lucio Dalla & Francesco De Gregori

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10 thoughts on “twins

  1. utente anonimo ha detto:

    E’ morta cosi’ anche la sorella di una mia compagna di scuola, sotto la doccia, a 20 anni…E’ davvero troppo triste. Anna

  2. cilvia ha detto:

    sì,terribile!!
    cmq è un sogno che merita di essere giocato al lotto!! dopo guardo i numeri!! se vinco dividiamo ok?
    baciu

  3. amoleapi ha detto:

    meglio non pensare a questi fatti, rimuoverli dalla memoria. ciao.

  4. cybbolo ha detto:

    cacchio: steven king ti ha imposto le mani virtualmente…;-)

  5. algaspirulina ha detto:

    cyb: sei tornato?
    🙂

  6. algaspirulina ha detto:

    amoleapi: nuovo avatar pediatrico?
    😉

  7. ladygabibbo ha detto:

    povera ragazza..che sogno particolare

  8. cilvia ha detto:

    ho giocato nè!!!
    poi ti dico!!!

  9. amoleapi ha detto:

    eheheh, e su splinder non si apprezza neanche il fatto che sia una gif animata! che ninna la bimba! ciao.

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