(oggi) le comiche

Piripiiiiiiiiiii, piripiiiiiiii, piripiiiiiiiiii.
Suona la sveglia del cellulare.
Sono le quattro e mezza, Pietro oggi parte per la gita scolastica.
Per fortuna l’ho sentita, per fortuna sono sveglia.
Per fortuna Pietro si alza subito.
Abbiamo pure il tempo per far colazione con calma: io mi mangio uno yogurtdibellezza, all’aloe vera.
In qualche modo ci si deve tener su, no?

Usciamo di casa quatti quatti, fuori è ancora buio.
Per non far rumore sono io che porto il trolley di Pietro e, dato che ci sentiamo ecologici, andiamo alla stazione a piedi, tanto ci vanno solo dieci minuti.
Il treno passa alle cinque e mezza, l’appuntamento con la classe è alle cinque e un quarto, per una volta siamo in perfetto orario.

Arrivati alla stazione del paese di cowboys, ci guardiamo intorno: stranamente, non c’è nessuno.
Vabbé, è che siamo un po’ in anticipo, sono solo le cinque e dieci.
Ma Pietro non è tranquillo, così dopo un po’ telefono per avere notizie.

E per venire a sapere che siamo nella stazione sbagliata.
Da quest’anno il treno passa da T., non da C.

Panico.
Panico.
Panico.
Siamo a piedi.
Mancano quindici minuti.
Siamo già in ritardo sull’appuntamento.
Hanno già fatto l’appello.
Pietro scoppia in lacrime.

Ci mettiamo a correre, nel frattempo frugo spasmodicamente nella borsa alla ricerca delle chiavi della macchina, meno male che le trovo quasi subito.
Devo arrivare a casa in cinque minuti.
A parte quando facevo jogging in gioventù, mai corso così a lungo in vita mia.
Arrivo senza fiato alla macchina, ci zompo dentro, giro la chiavetta con la mano che trema.

La Vecchiapunto ruggisce nel buio, e infila il viale contromano.
La caserma dei carabinieri è proprio lì, ma non c’è alternativa, manca il tempo per fare il giro del paese.
Gesummio, fa che non mi vedano.
Raccolgo al volo Pietro che mi aspetta cinquecentometri più in là, sotto i tigli che stanno perdendo le foglie.
Ha un’aria così sperduta, se al posto del trolley avesse un sacco di iuta sarebbe un perfetto Monello di Chaplin.
Partiamo sgommando, vado a tavoletta e sediovuole trovo un solo semaforo rosso.
E, soprattutto, il passaggio a livello alzato. Quella sì, che è una botta di culo.

Arriviamo alla stazione di T. appena in tempo.
Pietro è felice, gli altri genitori mi guardano con commiserazione.
In un branco di adulti e ragazzini che battono i denti – ché stanotte è arrivato l’autunno – sono l’unica che muore di caldo.

Partono. Pietro saluta dal finestrino, ma non mi vede.
Io mi sento come un sacco vuoto.
Torno verso l’auto, inseguita da frizzi e lazzi stile guarda che tornano venerdì sera! venerdì, capito?! alle 20,30, chiaro? arrivano qui! qui, eh? capitooooooooooo?

Tornando mi guardo intorno, è ancora buio.
Ho la nausea.
Faccio appena in tempo a raggiungere il bagno e centrare il cesso.
Vomito lo yogurt all’aloe vera.
Vabbé, la cura di bellezza sarà per un’altra volta.

Posso dormire ancora novanta minuti.
Mi spoglio e mi infilo sotto il piumone.
Stranamente, lì nell’oscurità, tutta avviluppata e appena un po’ tremante, ho un piccolo soprassalto di felicità.

Perché mi rendo conto che, in questo momento, il mio letto è l’unico posto perfetto, per me.

soundtrack: Non mi rompete, Banco del Mutuo Soccorso

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12 thoughts on “(oggi) le comiche

  1. fatafundalia ha detto:

    quanto ti capisco………

  2. cilvia ha detto:

    eh vabbè succede dai!!
    una volta io ho lasciato il povero pongo fuori da una palestra e io ero in un’altra ad aspettarlo, e diluviava pure!!! e avevo sbagliato io eh!!!

  3. utente anonimo ha detto:

    io una volta ho visto un film sbagliato rispetto a quello che c’era scritto sul biglietto, ma me ne sono accorta solo quando sono uscita e ho visto la locandina.
    siamo un popolo!

  4. unachicca ha detto:

    Non dirlo a me il primo giorno di scuola siamo andati tutti un ora prima.
    Colpa mia che non ero andata alla riunione che cera tre giorni prima.
    :-/

  5. utente anonimo ha detto:

    Pero’ mi preoccupa il fatto che il letto e’ l’unico posto in cui ti senti di stare: quando lo pensavo io mi sono poi accorta che era il primo passo verso la depressione; scuotiti Alga, per l’amore di Dio, perche’ ci sono due bambini e, soprattutto, ci sei tu.Anna

  6. utente anonimo ha detto:

    ….io ogni sera chiedo sempre “meglio al calduccio sotto le coperte o fuori al buio e al freddo??”
    Per la giornata…capita stai tranquilla,non puo’ succedere tutti i giorni!Ciao Cristy

  7. aeroporto ha detto:

    ma non era..? “non mi svegliate…ve ne prego..”

  8. ladygabibbo ha detto:

    mannaggia che vita avventurosa alga…cmq io l’ho fatta più grossa..una sera passeggiavo con un amica..in lontananza un gruppo di ragazzi e uno guardava verso di me salutandomi..era mio figlio e io ehm…non l’ho riconosciuto:-/

  9. beaUtrice ha detto:

    Ci mancava solo questa. Meno male va’.

  10. treppunte ha detto:

    purammèmicapitasemprequestacose

  11. utente anonimo ha detto:

    cavolo l’avevo scordata ma com’è possibile…..

    non mi rompete per favoreeee lalalalalalala

    (mitico Francesco, grazie Alga!)

  12. missT ha detto:

    scusa ero io sul pc di misterT
    😦

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