marcellino pane e vino

Undici anni fa, una sera di ottobre, dopo un banale litigio su come si dovesse lavare l’insalata, qualcuno è uscito di casa sbattendo la porta.
Con il retrocervello, che forse corrisponde all’anima (anche se ho sempre pensato, fin da quand’ero bambina, che questa stesse all’altezza del diaframma, e avesse forma di nuvola), ho capito che sarebbe stato per sempre.

E ancor di più del mio retrocervello, l’avevano capito le mie tette, che infatti hanno cominciato a formicolare e hanno sbarrato la strada al latte che c’era dentro.
Io le ho ascoltate, e mi sono spaventata.
Mi sono chiusa nel cesso e ho telefonato a quel qualcuno, che se ne stava andando via in macchina da qualcun’altra, ma io allora non lo sapevo.
Al telefono ci sono stata tanto, quel tanto che serviva ad implorare (nonostante sia molto, ma molto orgogliosa).
Quel tanto che serviva a rendermi conto, più o meno.
Insomma, quel tanto che serviva a farmi una vaga idea.
Chissà che bolletta: era da un fisso a un cellulare.

Poi sono uscita dal cesso, sono andata in cucina e mi sono fatta le patate fritte.
Una montagna.
C’era la TV accesa, ma non ricordo quello che ho visto.
So solo che mi sono divorata la montagna di patate fritte.
Con la maionese.

Da allora, la maionese (quella del barattolo) la mangio quando sono proprio da buttare.
Però al posto delle patate fritte, ci aggiungo la simmenthal.

Cioè, quando c’ho le paturnie (come le intende Holly Goolightly, quella di Colazione da Tiffany) ingurgito enormi quantità di carne in scatola.
Se ho ancora qualche remora sulla linea, ci metto su il succo di limone, altrimenti (se mi voglio proprio fare male) ci vado giù di calvè.
Per questo, ho sempre una scorta di scatolette, nascosta nello sgabuzzo.

E voi, quando siete tristi ma tristi, mangiate?
Se sì, cosa?

soundtrack: Spaghetti a Detroit, Fred Bongusto

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17 thoughts on “marcellino pane e vino

  1. utente anonimo ha detto:

    qualsiasi cosa capiti a tiro 😉

  2. tiptop ha detto:

    qualunque cosa anch’io. Bevo tanto latte. Magari con il Crusli se c’è in casa.

  3. utente anonimo ha detto:

    Dolci, dolci e ancora dolci. E poi palestra, palestra e ancora palestra.Solo che, ultimamente, ci vorrebbe la palestra tutti i giorni… Anna

  4. utente anonimo ha detto:

    Dipende… in genere, vado giù di nutella! O gelato, al limite. Qualche volta mi è capitato anche di ingozzarmi di pop corn, alla faccia dei gusti definiti!
    Lucrezia

  5. cybbolo ha detto:

    ho una piccola scorta di insalata di cicuta nello sgabuzzino: ma solo per necessità estreme…;-))

  6. cilvia ha detto:

    io,..ecco…mi si chiude lo stomaco!!!
    e non riesco a mangiare! 😦

  7. Laooconte ha detto:

    mi è davvero piaciuto questo post.
    ma davvero tanto. la prima parte me la sento “affine”.
    la seconda, e la domanda, non so.
    forse non mangio, ecco perchè.

  8. Veejay ha detto:

    anch’io Maio e grissini oppure patè con crackers, cioccolato bianco, uova strappazzate, salmone … poi una bella bottigli di Bianco magari un po’ mosso e freddo.

  9. luviluvi ha detto:

    Dipende, alle volte mangio (cracker,
    grissini, gelato, cibo pronto comunque: non mi metto di certo a spadellare)
    e altre volte invece mi si chiude proprio lo stomaco a tal punto che non riesco
    neanche a ingurgitare una goccia d’acqua:(

  10. unachicca ha detto:

    Latte e cognack! provalo è una scopa, del malumore provare per credere!

  11. utente anonimo ha detto:

    Le cose che mi fanno ribrezzo, per toccare fino all’ apice la tristezza e svuotarmi.
    Quindi, fegato cipolle zucchine e tavernello!

  12. beaUtrice ha detto:

    Mangio quello che mi capita, ogni cosa. Sono tristissima.
    Mi sarebbe piaciuto leggere di più sulla prima parte, su quella brutta sera, perché mi ha spezzato il cuore e volevo capire di più.
    Ma noi lettori, purtroppo, non abbiamo diritti. lo scrittore è una persona che fa di te quel che vuole.

  13. utente anonimo ha detto:

    Alga, dal numero di risposte accorate che hai ricevuto deduco che hai toccato l’argomento preferito delle tue lettrici: dolore e cibo….
    p.s. mi aggiungo al gruppo: la mia lista va dal dolce al salato a fasi alterne : ((
    Anna

  14. ladygabibbo ha detto:

    caffelatte, col pane biscotto,coi biscotti, con biscotti e nutella quando tocco il fondo..e cioccolata bianca..mia figlia quando sa che sono triste per qualche motivo mi regala la cioccolata bianca:)

  15. utente anonimo ha detto:

    Al contrario di tanti, io mangio “sempre” e sopratutto dolci quando sono tranquilla….ma quando sono triste 😦 non riesco a mettere in bocca niente. La parola cibo io la associo alla felicita’ e quando sono giu’ di morale…..si dimagrisce. Per fortuna comunque mi capita di rado! :-)))

  16. utente anonimo ha detto:

    Curioso. Io, in casi estremi, mangio wurstel crudi o … proprio la Simmenthal.
    Covo un’inspiegabile passione per quel cibo da barboncini 😉
    Leela

  17. OrkaLoca ha detto:

    cetriolini sottaceto… son una manna

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