il coraggio

Sono seduta su una panchina in un’altra città.
Davanti a navi che arrivano e partono, e c’è tanto vento.

Ho cominciato a leggere questo libro qui.
Leggo e imparo cose nuove, e mi viene da piangere.
La gente passa, ogni tanto mi guarda.

Che figura di merda.

Ma, ogni tanto, ne vale la pena.
.

soundtrack: Mio fratello che guardi il mondo, Ivano Fossati

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19 thoughts on “il coraggio

  1. wonderely ha detto:

    ciao, ho creato il mio nuovo blog, ora lo sto pubblicizzando. se vuoi passa a farmi visita!ciao

  2. utente anonimo ha detto:

    Mi delurko solo per dirti che mi è successa la stessa cosa. Ai giardini, con tutti i genitori a guardarmi. Figura di merda. Ne vale la pena.

    Searcher

  3. Christine01 ha detto:

    ma perche’figura di merda?:-)

  4. elsecretario71 ha detto:

    …perchè, volendo, ci sarebbero un fantastilione di ragioni migliori x piangere..chissà che ne pensa Pinelli

  5. Christine01 ha detto:

    ..eh….sensibilita’ e profondita’ di animo nn è da tutti….

  6. algaspirulina ha detto:

    christine: I’m back 🙂

    secretario: pinelli e calabresi si stimavano a vicenda.
    leggi il libro.

  7. elsecretario71 ha detto:

    sta cosa mi ricorda la scena del film di Troisi. Il padre aveva perso la mano in un incidente sul lavoro e non riusciva a rassegnarsi; aspettava ‘o miracolo…la ricrescita dell’arto x intervento della Madonna. Al funerale di uno zio Massimo parla col prete amico di famiglia, e gli chiede di calmare il padre, chè non gli fa bene questa continua tensione, l’attesa senza fine, lo spasimo…
    Il prete si dice d’aqccordo, e spiega che secondo lui, la vera grazia è stata proprio la perdita della mano, il dono è stata la prova a cui la Madonna ha voluto sottoporre l’uomo proprio x dargli l’occasione di santificarsi nel dolore..il vero miracolo, insomma, era quello !
    poi lo scabio di battute:

    – “Prega x questo, figlio mio !”

    – “No, padre…nun sia mai…m’avessa tuccà ‘nu miracolo pure a mè !”

    Ecco…spero di non essere stimato così da nessuno !

  8. algaspirulina ha detto:

    la battuta è strepitosa, ma mi sembra che la questione sia un po’ diversa.

  9. elsecretario71 ha detto:

    certo cara…infatti si sta solo scherzando 😉

    da storico (nel senso di studioso di) mi permetto solo di dubitare di una fonte poco obbiettiva, tutto qui.

    Per il resto va da sè il rispetto per i morti…entrambi, in questo caso

  10. utente anonimo ha detto:

    Sinceramente Elsecretario non capisco il tuo modo di scherzare….
    “fonte obiettiva”???? il figlio di Calabresi non ha voluto scrivere un trattato storico, non credo nemmeno sia la sua professione.
    Pretendi forse che solo gli storici togati siano autorizzati a parlare di personaggi che sono stati nella storia?
    O forse ti dà fastidio leggere un punto di vista diverso dal tuo?

    Scusa Alga se approfitto del tuo spazio. un bentornata a te.
    Anna

  11. elsecretario71 ha detto:

    no no…mi riferivo solo alla notazione sulla stima reciproca tra i due…non volevo appesantire il discorso.

    Se poi dovesse infastidirmi tutto ciò con cui non sono d’accordo sarei una corda tesa (oltre che un deficiente, il che è comunque possibile)

  12. algaspirulina ha detto:

    “ha raccontato marco pannella il 28 gennaio 1998 in un’audizione della commissione parlamentare sul terrorismo e le stragi: «fra milano e gorgonzola in una bella giornata – credo fosse l’11 agosto del 1967 – ho camminato per almeno 45 minuti avendo alla mia sinistra calabresi e alla destra pino pinelli… quest’ultimo mi rimproverò perché, seppure con garbo, dissi al commisario calabresi che, se si metteva anche lui il cartello ‘sandwich’, avrebbe potuto continuare ad accompagnarmi, altrimenti, nonostante ne fossi felice, non avrebbe potuto.
    pino pinelli protestò, dicendomi che calabresi era una bravissima persona.”

    ” […] da bambini pensavamo che anche pinelli non era tornato a casa una sera dalle sue bambine e restavamo in silenzio quando qualcuno pronunciava il suo nome. mamma ce ne parlava con delicatezza, legava i due destini, non li ha mai contrapposti.
    un giorno mi ha dato da leggere l’antologia di spoon river di edgar lee master e mentre me la allungava, ma continuava a tenerla stretta in mano, mi raccontò che era stato pinelli a regalarla a papà, un natale. non so dire se fossero amici, erano su sponde diverse, e ci vuole pudore quando si parla dei morti, ma sicuramente in casa nostra giuseppe pinelli non è mai stato un nemico.”

  13. utente anonimo ha detto:

    Parole che fanno davvero riflettere su come sembra apparentemente facile prendere una posizione ,certi che sia quella giusta, e scoprire invece che la stessa vicenda ha due letture diverse eppure complementari. Complimenti alla signora Calabresi che ha gestito con autorevolezza e superiorita’ morale una vicenda familiare cosi’ dolorosa e che sarebbe potuta sfociare facilmente nell’odio . Una grande persona.Marianna

  14. utente anonimo ha detto:

    Arrivo un po’ in ritardo sul post, il libro lo sto finendo e anche a me ha fatto piangere; per la perdita, per il dolore individuale che quelle vicende hanno provocato. E per la perdita, la devastazione che quegli anni hanno lasciato nel nostro paese. Tanto che ancora oggi non si riesce a discuterne con pacatezza. Eppure mario calabresi dice cose che dovrebbero essere condivise, anche da chi sta dalla parte opposta qualunque sia. E non so, a me pare un modo infantile questo continuo dire i figli di calabresi hanno sofferto, e le figlie di pinelli allora? Questo continuo mettere in contrapposizione il dolore degli orfani, delle vedove. Questo NON DIRE che chi ha scelto le armi, allora, a destra e sinistra, ha fatto una cazzata colossale – umana e politica. E che almeno non assurgano a star del pensiero, riprendano il filo della loro esistenza, ma lo facciano magari in silenzio? Con un po’ di pudore e rispetto? per tutti morti e i superstiti?
    giugno65

  15. utente anonimo ha detto:

    ieri sera ho visto la puntata di ballarò dedicata al libro di mario calabresi; alga, ricordandomi di questo post, ti ho pensata molto mentre guardavo finalmente un esempio di bella televisione, civile e appassionata. E mentre guardavo, ascoltavo, mi sembrava che il filo che lega le persone è davvero sorprendente, insomma ha del miracoloso che ci si possa incontrare, pensare, sapendo di condividere a distanza sentimenti e passioni che passano anche attraverso le parole del figlio di Calabresi..
    vabbeh, magari sono solo una quarantenne in vena di romanticismi,.. però mi andava di ritornarci sopra, e fartelo sapere.
    Ciao
    giugno65

  16. algaspirulina ha detto:

    grazie di averlo fatto.
    è importante.
    🙂

  17. […] Aggiornamento: ne aveva già parlato Alga in questo articolo. […]

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