cuore selvaggio

Sola in casa anche per la notte, la cucina ingombra di piatti sporchi e nelle orecchie ancora i suoni e le risate di una cena come si deve, come quelle di tanti anni fa (mimmate comprese), all’improvviso mi accorgo che oggi è il mio onomastico.

E, capperi, Santa Cristina di Bolsena credo che sia quella che in assoluto ha fatto il pieno di tipi diversi di martirio.
Anzi, qualche volta martirio, qualche volta lusinga.
Il che, forse, è peggio ancora.

Dunque dunque, vediamo un po’.

Chiusa in un castello con dodici ancelle circondata da agi e lusso e protetta da statue di falsi dei: lei distrusse le statue e, calatasi dalla finestra, regalò i gioielli e i suoi ricchi vestiti ai poveri (anvedi, era pure acrobatica).

Implorata dalla madre, affinché giurasse fedeltà all’imperatore, se ne fece un baffo.
Processata, idem.
Legata ad una colonna venne fustigata da dodici uomini (perché ‘sto numero ricorrente?) e poi messa su una ruota con un fuoco sotto di lei allo scopo di slogarle tutte le giunture: la ruota si spezzò, e il vento del lago spense le fiamme.

Venne gettata nel lago con una grossa pietra al collo, in piena notte, ma la tosta galleggiò sulla pietra e suo padre, quando la vide, fu colto da s-ciupùn e ci restò secco (lo stronzo, era stato lui a denunciarla).

Le proposero un matrimonio di convenienza, ma evidentemente Cristina era fatta per bruciare di passione (nel suo caso per Dio, perché no?), la convenienza non le interessava e quindi rifiutò.
La misero quindi in una caldaia piena di olio e pece bollenti, alla quale sopravvisse (che male, però).
La spogliarono, le tagliarono i capelli, che aveva biondi e sottili (come me), e quando spernacchiò quelli che volevano  adorasse gli idoli pagani, la ficcarono in un forno di mattoni per cinque giorni e cinque notti.
Il battito delle ali degli angeli le tennero distanti le fiamme. Tié.

Non contenti, la rinchiusero con vipere ed aspidi (io sarei morta solo alla vista) che, anziché morderla, si arrotolarono sul suo grembo, e le leccarono il collo (brrrrrrrrr).

La mattina del 24 luglio 304 la presero dalla prigione e la portarono nell’anfiteatro.
Immaginatevi a questo punto come sarà stata ridotta, povera crista.
Le furono tagliati la lingua e i seni (i maschi, in certe cose, son dei veri bastardi) e poi la terminarono (finalmente, per fortuna) a suon di frecce (che comunque fanno un male porco).

Pare avesse tra i dodici e i quattordici anni.
Più o meno l’età della Cami, figli di puttana.
Aveva già un bel caratterino, però.

Sono contenta di portare il suo nome.
Leggende a parte, doveva avere due palle così.

Per conto mio (non so se dipende dal nome), sono mite.
Ma ostinata.
Questo è sicuro.

soundtrack: Shipbuilding, Elvis Costello

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7 thoughts on “cuore selvaggio

  1. cybbolo ha detto:

    beh, ma qui ci andava una colonna sonora maledetta, alla Judas Priest, per esempio.
    augurelloli onomastici

  2. tiptop ha detto:

    CHECCCCCRETINA!!!!!! buon onomastico… 😦

  3. Christine01 ha detto:

    ahia che doloreeeeeeee,l’ho letta tutta d’un fiato con due occhi cosi’ O_O
    AUGURIIIIIII A NOIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
    CLAP CLAP.BACIONEEEEEEEE;-))

  4. ladygabibbo ha detto:

    buon onomastico:-)
    ma povera la tua omonima..

  5. utente anonimo ha detto:

    Buon Onomastico neee’ 😉

  6. PlacidaSignora ha detto:

    Sono andata a vederli quei suoi posti; è una splendida figura di donna!

  7. PlacidaSignora ha detto:

    E auguri, anche se in ritardo! :-***

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