una gita scolastica

gitaAlga guida impavida ai novantallora sulla tangenziale (est? nord? ovest? boh.) nonostante la notte praticamente insonne che le fa ballare l’occhio sinistro.
Sono le settetrenta e la giornata si preannuncia splendida: cielo terso e blu, brezzolina fresca, sole a palla che minaccia un caldo sahariano nelle prossime ore.
Alga sorpassa di slancio una fila di tir molto pittoreschi.
Alcuni caricano tubi arancioni di un metro di diametro, altri sembrano giganteschi rocchetti, altri trainano serbatoi di acciaio abbagliante che sembrano siluri atomici.

Alga si sente molto determinata ma, nello stesso tempo, una morsa di quasi nausea le stringe lo stomaco.
E lei lo sa, il perché.
Oggi è un dannato martedì.
Di martedì si fanno le uscite con il centro estivo.

Ore otto: tutti davanti a scuola.
A che ora arriva l’autobus?
Alle nove, dobbiamo aspettare un po’.
Ma perché non arriva?

Perché sono le otto e dieci.
Che ore sono?
Le otto e trenta.
Amore, scusa un attimo, sono in galleria.
Ehi, non te ne andare di qui, tra poco arriva l’autobus.
Ma io devo fare pipì.
Ok, basta dirlo, andiamo a fare pipì.
Mhhhh, non si mangia con le mani! Ma sì che si mangia con le mani!
Che ore sono?
Le otto e quaranta.
Amore, scusa un attimo, sono in galleria.

Ho sete.
Ho fame.
Non posso stare fermo.
Non sono io, sono Mister Bean.
Sull’autobus voglio stare da solo.

Insomma, alle nove arriva l’autobus.
L’autista si perde sulla tangenziale.
Dopo un’ora Alga si sente un po’ prigioniera.
All’interno dell’autobus strillano contemporaneamente cinquanta bambini, e gli animatori allora tirano fuori una vera genialata, tanto per ingannare il tempo.
Gli animatori si dividono in animatorimaschi e animatorifemmine.

Gli animatorimaschi hanno circa ventanni, sono mori con occhi neri e ciglia lunghe.
Indossano magliette della cooperativa di turno con le maniche arrotolate da cui spuntano foreste di peli scuri stranamente non puzzolenti.
Sotto, portano bragoni fiorati con cinture borchiate e fibbie a forma di maiale oppure con gigantesche lettere tipo D&G.
Hanno berretti fatti di rete con visiera che calzano vezzosamente sulle ventitré.
Sfoggiano enormi tatuaggi tribal sui polpacci pelosi, e sneakers Tiger.
Parlano come la Litizzetto in versione maschile.

Gli animatorifemmine hanno circa ventanni, sono bionde mesciate e alcune sfoggiano un solo (!) dreadlock sulla nuca (Alga considera questa cosa una prova di poco coraggio, quando hai i capelli sciolti si può facilmente nascondere).
Indossano magliette della cooperativa di turno con bordo inferiore arrotolato da cui spuntano piercings all’ombelico.
I piercings, veramente, li hanno anche in faccia (labbra e lingua comprese, e la pronuncia ne risente), piuttosto a profusione.
Sotto, portano pinocchietti, o pantaloni tipo alla zuava, o cargo.
Calzano in testa bandane con la pubblicità della birra Ceres, graziosamente sulle ventitré.
Sfoggiano piccoli tatuaggi floreali sui polpacci depilati, e scarponi Etnic.
Parlano come la Litizzetto.

Gli animatorimaschiefemmine hanno qualcosa in comune:
non salutano mai l’Alga, anche se lei si mostra sorridente e cerca di interloquire (saran timidi);
la chiamano signora (e l’Alga si sente morta e sepolta);
le poche volte che le parlano le danno del lei, ovviamente.

Inoltre, hanno in mente la stessa genialata per ingannare il tempo sull’autobus alla deriva.
Metter sullo stereo musica tecno a 170 decibel.

Perché così i bambini si divertono, giusto?

p.s.
nella foto potete ammirare un "corno" (ma non si chiama propriamente così, il termine tecnico dovrebbe essere palco) di daino rinvenuto durante la passeggiata nel bosco, e che è fruttato un corpo a corpo tra Alga e Amore, scusa un attimo sono in galleria che lo voleva usare come clava.

soundtrack: Bernie’s holiday camp, The Who

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6 thoughts on “una gita scolastica

  1. cilvia ha detto:

    bella giornatina, complimentiiiiiii!!!
    hihihihi!!!

  2. cybbolo ha detto:

    Matrix, a tuo confronto, è un dilettante…
    ehm, ehm…: cos’è un dreadlock?

  3. utente anonimo ha detto:

    ma guidavi il famoso autobus omonimo, di cui non hai ancora postato la foto? 🙂

    Tambu

  4. treppunte ha detto:

    …stanno innaffiando le tue rose
    non c’è il leone chissà dov’è…

  5. ladygabibbo ha detto:

    son senza parole…che donna coraggiosa!!!:-)

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